Rendere accessibili beni tradizionalmente riservati a una ristretta cerchia di collezionisti e grandi patrimoni. È questa la missione di Altherum, progetto europeo fondato da Federico Lione, che punta a coniugare asset reali e tecnologia blockchain attraverso un modello di proprietà condivisa. “Altherum non nasce dalla volontà di creare una piattaforma tecnologica, ma da una riflessione sul valore culturale e collezionistico dei beni unici”, spiega Lione. “Ci siamo chiesti se un'opera d'arte, un orologio raro o un oggetto iconico debbano appartenere necessariamente a una sola persona oppure possano essere condivisi da una comunità più ampia di appassionati e investitori”. Da questa visione è nato un modello che consente di frazionare la proprietà di opere d'arte, orologi da collezione, gemme e altri beni reali attraverso strumenti digitali basati su blockchain. In questo contesto, la tecnologia costituisce un mezzo e non il fine del progetto. “La blockchain non cambia la natura del bene. Serve a rendere più efficiente, trasparente e verificabile la gestione della proprietà condivisa. Ogni asset viene selezionato insieme a professionisti specializzati, verificato sotto il profilo dell'autenticità e della provenienza e successivamente custodito in strutture dedicate. Gli investitori possono quindi acquisire una o più quote del bene, partecipando alla relativa comunione proprietaria”. Attualmente Altherum concentra la propria attività su arte, orologi e beni da collezione, ma osserva con interesse anche nuovi fenomeni del collezionismo contemporaneo, come le carte Pokémon certificate e gli sports memorabilia. In prospettiva, il perimetro potrebbe estendersi ad automobili d'epoca, vino, whisky e altre categorie caratterizzate da scarsità e da un mercato internazionale consolidato. Secondo Lione, la logica della proprietà frazionata risponde anche a un principio di diversificazione patrimoniale. “Anche chi dispone di grandi capitali difficilmente concentra una parte rilevante del patrimonio su un singolo bene. La proprietà condivisa permette di costruire un'esposizione più equilibrata agli asset reali”. Il progetto guarda inoltre al mondo della consulenza patrimoniale. Family office, private banker e wealth manager si trovano sempre più spesso a confrontarsi con clienti interessati agli investimenti alternativi, ma non sempre dispongono delle competenze necessarie per selezionare e gestire queste categorie di beni. “Non vogliamo sostituirci al sistema bancario, ma essere un partner complementare, mettendo a disposizione competenze e una struttura specializzata”, sottolinea Lione. Accanto al collezionismo, Altherum sta sviluppando nuove linee di business dedicate a club deal nel private equity, nell'immobiliare e nelle energie rinnovabili, con l'obiettivo di rendere accessibili operazioni normalmente caratterizzate da ticket d'ingresso elevati. Sono inoltre allo studio strumenti obbligazionari collocati in private placement e sottoscrivibili tramite blockchain. Fin dall'inizio la società ha adottato una dimensione internazionale. “I mercati dell'arte e del collezionismo non conoscono confini nazionali. Per questo abbiamo immaginato Altherum come un progetto europeo”, conclude Federico Lione. “Crediamo che nei prossimi anni assisteremo a una crescente integrazione tra tecnologia, gestione patrimoniale e asset reali, e vogliamo contribuire a questa evoluzione con un approccio concreto e pienamente allineato al quadro normativo europeo”. Per maggiori informazioni https://altherumtokenization.com/