È passato poco più di un anno da quando Leonardo Art Holdings GmbH, veicolo controllato dal private equity Beowolff Capital Management, ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto - con delisting - su Artnet, storico info provider nel sistema dell’arte, del valore di 65 milioni di euro con un premio del 97% sulle quotazioni di borsa. A rendere ancora più interessante l’operazione è il fatto che Beowolff Capital ha una quota di maggioranza in Artsy, il principale marketplace online per l’arte. Due mosse che non lasciavano spazio a dubbi: il private equity sta costruendo un ecosistema strategico di player leader, con l’obiettivo di ridisegnare il futuro del mercato dell’arte online.

Oggi le due piattaforme si uniscono sotto un’unica struttura dirigenziale: l’amministratore delegato Jeffrey Yin guiderà la società unificata, mentre il fondatore e amministratore delegato di Beowolff Capital, Andrew Wolff - un ex socio di Goldman Sachs che ha fondato Beowolff Capital nel 2022 - ricoprirà la carica di presidente. Entrambe le piattaforme manterranno siti web e marchi distinti ma insieme attirano 7 milioni di visitatori al mese da oltre 190 paesi con un reach di oltre 9 milioni di follower attraverso i canali social. L’unione tra Artsy e Artnet è molto più di una semplice operazione industriale: è il segnale di una crescente concentrazione nel mercato digitale dell’arte, dove piattaforme un tempo concorrenti finiscono sotto un’unica regia.