HomeMacerataCronacaRisonanza impossibile. “Paziente sparito dal sistema, altro che presa in carico”La denuncia del tribunale dei diritti del malato: esame entro 120 giorni, non solo non è stato richiamato ma l’impegnativa è scaduta e ora il paziente è stato espulso dal sistemaZelinda Piccioni, presidente del tribunale dei diritti del malatoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciMacerata, 11 giugno 2026 – Hanno preso in carico la sua richiesta per una risonanza magnetica nucleare, con priorità P (cioè programmata, da evadere entro 120 giorni), lo scorso novembre. Non solo non è mai stato richiamato secondo i tempi previsti (doveva accadere entro due mesi), ma essendo scaduta l’impegnativa è stato persino «espulso» dall’elenco. Morale: deve ricominciare daccapo l’intero percorso. È la singolare disavventura, una new entry rispetto alle altre, capitata a un settantenne che si è rivolto al Tribunale per i diritti del malato – Cittadinazattiva di Macerata, di cui è responsabile Zelinda Piccioni.

“La Regione – sottolinea Piccioni – ci informa periodicamente dei miglioramenti nella erogazione delle prestazioni sanitarie, e noi ne siamo contenti. Ma casi come questo sono inaccettabili. Abbiamo più volte denunciato che la presa in carico relativa alle prenotazioni per una visita o un esame diagnostico, cioè l’acquisizione da parte dell’Urp della richiesta con l’obbligo di richiamare entro i tempi previsti (la metà dei giorni rispetto a quelli indicati secondo le classi di priorità), di frequente si risolve nel nulla. Spesso, infatti, la chiamata non arriva oppure arriva quando il paziente ha già provveduto – pagando – rivolgendosi al privato. Questa volta siamo andati oltre. A distanza di sette mesi dalla richiesta, questo cittadino non solo non ha potuto fare l’esame, non solo non è stato richiamato ma per il «sistema», non esiste più, tanto che ha ricominciato il percorso per tornare visibile. In questo modo si spinge la gente verso il privato”.