Per gli americani alle prese col notevole aumento del costo della vita ci sarà poco o nulla da festeggiare. Soltanto una minoranza farà gli auguri domenica al presidente per i suoi 80 anni. E dal resto del mondo giungeranno alla Casa Bianca il minimo storico di congratulazioni. L’opinione di Gianfranco D’Anna
War room o ballroom per il fatidico 80esimo compleanno del presidente Donald Trump? In ogni caso domenica 14 giugno il tycoon festeggerà un divisivo genetliaco, come si sono affrettati a definirlo alla Casa Bianca rispolverando l’aulico termine, perché assieme alla valanga di auguri dei cortigiani e fedelissimi avvertirà una molteplice onda d’urto negativa globale.
All’altissima onda d’urto del quasi 70% degli americani che, esasperati dall’inflazione che sfiora il 5%, dicono peste e corna della gestione economica dell’amministrazione, si aggiunge – sottolineano i media Usa e occidentali – lo tsunami di maledizioni che Trump raccoglie in tutto il mondo. Dalla Groenlandia, al Venezuela, dall’Europa, all’Africa e all’Asia, per non parlare degli ayatollah iraniani, dei palestinesi, dei cubani e della quasi scomunica di Papa Leone XIV, che pure è il primo pontefice americano. O forse proprio per questo. Malauguri, imprecazioni e collera destinate a accentuarsi ogni volta che trapelano nuovi retroscena sul coinvolgimento diretto dell’allora spregiudicato imprenditore con il turpe giro del pedofilo Jeffrey Epstein.












