Le valutazioni degli analisti internazionali rafforzano la posizione di Intesa Sanpaolo nel riassetto del sistema bancario italiano che ruota attorno all'Opas su Mps, oltre all'acquisto del 3% di Generali, tramite derivati. In una fase in cui il governo si dice pronto all'uscita dello Stato dal capitale della banca senese, dove ha il 4,8%, come ricordato dal Mef, le principali banche d'affari giudicano positivamente l'operazione costruita dal ceo Carlo Messina, ritenendola capace di generare valore per gli azionisti, consolidare la presenza del gruppo sul mercato e contribuire alla stabilizzazione dell'intero settore. Secondo gli analisti di Barclays, l'operazione annunciata da Intesa Sp crea valore con un rischio di esecuzione limitato per gli azionisti. La banca britannica sottolinea come l'iniziativa consente a Ca' de sass di mantenere il proprio posizionamento competitivo nel mercato italiano, sia nel settore bancario sia in quello assicurativo, preservando un modello caratterizzato da basso assorbimento di capitale e da una forte focalizzazione sulla distribuzione.

Per Barclays il caso di investimento su Intesa Sp resta invariato nei suoi elementi fondamentali, ma si arricchisce di ulteriori opportunità di crescita grazie alle sinergie industriali, all'acquisizione di nuovi clienti e all'ampliamento dei canali distributivi. Gli analisti non prevedono inoltre cambiamenti significativi nel piano di impresa 2026-2029, se non un aggiornamento delle grandezze economiche e degli obiettivi finanziari per riflettere il nuovo perimetro operativo.Indicazioni positive arrivano anche da Deutsche Bank, che conferma l'impatto favorevole dell'operazione, in linea con le valutazioni formulate nelle analisi preliminari. Secondo l'istituto tedesco, l'acquisizione di Mps, poi divisa con Unipol consente alla banca di completare ulteriormente un modello di business già particolarmente solido, rafforzando la presenza in comparti dove risultava meno rappresentata, come il credito al consumo, e consolidando le quote di mercato in attività caratterizzate da maggiori prospettive di crescita. Lo studio di Db evidenzia inoltre benefici finanziari significativi. L'operazione potrebbe determinare un incremento dell'8% sia dell'utile per azione sia del dividendo per azione, mantenendo al tempo stesso una posizione patrimoniale robusta, con un coefficiente CET1 pro-forma superiore al 13%.Nell'ambito dell'accordo trova spazio anche l'intesa con Unipol per la cessione di una Banca Mps (senza Siena) con 635 filiali che saranno successivamente offerte a Bper. Un passaggio che, secondo gli osservatori, contribuisce a rendere più equilibrata l'operazione e che presenta implicazioni favorevoli anche per Bper. Intanto il Tesoro ha ribadito che il governo è vincolato a criteri di sostenibilità del debito pubblico e che l'obiettivo resta quello di completare l'uscita dalle partecipazioni bancarie. «Dobbiamo valutare chi ci dà di più, come è sempre avvenuto». Nel complesso, il consenso degli analisti converge su una lettura positiva dell'operazione. Per intesa l'integrazione di Mps rappresenta un'opportunità per rafforzare ulteriormente la propria leadership nel mercato italiano.