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C'è una tecnica antica, collaudata, che consiste nel volere una cosa e nel chiamarla con un altro nome. Non per ingannare, si badi - almeno nelle intenzioni dichiarate - ma per rendere più digeribile ciò che, detto in modo diretto, susciterebbe resistenze. Nicola Fratoianni, segretario di “Alleanza Verdi e Sinistra”, ne ha offerto su Rete 4 un esempio quasi didattico. Ospite di “4 di sera”, ha impiegato quasi un minuto intero per invocare la patrimoniale senza mai pronunciarla in modo diretto, avvolgendola in uno strato dopo l'altro di lessico emolliente, cifre selezionate con cura e indignazione morale di ottima qualità. Un esercizio che merita di essere smontato pezzo per pezzo.
Non tassa. Non prelievo. Non patrimoniale, parola che fa scappare anche chi la voterebbe. No: “Un piccolo elemento di solidarietà”. La miniaturizzazione è il primo strumento del mestiere. Piccolo rassicura, elemento tecnicizza, solidarietà moralizza. Tre parole, tre funzioni. Il contribuente è già disarmato prima che arrivi il conto.
Fratoianni è abile anche nella scelta del bersaglio dichiarato. “Sono 50mila persone in Italia, lo 0,1%”, dice, con patrimoni sopra i cinque milioni di euro. Chi potrebbe obiettare? Il problema è che le soglie, nella storia fiscale italiana, hanno la tendenza a scivolare verso il basso con la stessa naturalezza con cui l'acqua scende a valle. La flat tax nacque come proposta per tutti, oggi è al 15% per le partite IVA sotto gli 85mila euro. La no tax area è stata ampliata o ristretta a seconda delle convenienze politiche. Le aliquote IRPEF sono state ritoccate decine di volte. Presentare oggi una soglia come granitica è, nel migliore dei casi, un atto di fede. Nel peggiore, una tattica.










