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Giovanna Maria Fagnani

La professoressa Lorella Carimali del liceo Vittorio Veneto: «Non esistono studenti non portati per la matematica, esistono studenti non allenati». Giovedì 18 giugno la prima prova d'italiano, venerdì 19 le prove d'indirizzo

Si avvicina il debutto della nuova Maturità: esattamente fra una settimana, giovedì 18 giugno, mezzo milione di studenti in tutta Italia torneranno sui banchi per l’esame che sancisce la fine delle superiori. E che si svolgerà con le modalità stabilite dalla riforma Valditara. Abbiamo chiesto a Lorella Carimali, docente di matematica e fisica al Liceo Vittorio Veneto di Milano - selezionata nel 2018 tra i 50 finalisti del Global Teacher Prize (il «Nobel» dell'insegnamento), ideatrice dell’approccio educativo sperimentale «SteamOrienta», nonché autrice di saggi e romanzi – sette consigli per i maturandi, uno per ogni giorno che li separa dall’esame. All’esame, la prossima settimana, Carimali, che quest'anno non ha classi quinte, sarà invece presidente di una delle 13 mila commissioni che esamineranno i ragazzi in tutta Italia.

Professoressa Carimali, incominciamo dal primo consiglio.«Quest’anno l’esame cambia davvero. Non solo nel nome – torna a chiamarsi Maturità – ma nella struttura. Il colloquio orale si concentra su quattro discipline individuate dal ministero: non più uno spunto da cui partire per spaziare ovunque, ma un dialogo centrato su quello che i ragazzi hanno studiato, su ciò che sanno fare con quello che hanno imparato... E quindi a loro direi: cercate di vivere appieno soprattutto il momento dell’orale. Consideratelo come un’occasione per raccontare il percorso fatto, per mostrare non solo ciò che sapete, ma anche come siete cresciuti, come siete in grado di collegare le conoscenze, come affrontate una domanda, un dubbio, una situazione nuova…».