I cittadini italiani che si trovano temporaneamente in un altro Paese Ue potranno utilizzare le ricette elettroniche del proprio medico anche nelle farmacie estere, senza dover necessariamente passare da una nuova prescrizione locale. È la novità contenuta nella bozza di decreto del ministero della Salute, messa a punto con il Mef, che disciplina per la prima volta in modo sistematico la procedura italiana per le prescrizioni elettroniche transfrontaliere. Il testo stabilisce come dovranno dialogare i sistemi sanitari nazionali, quali verifiche saranno necessarie prima della consegna del farmaco e quali garanzie dovranno tutelare la privacy dei pazienti.

Il diritto di acquistare farmaci prescritti nel proprio Paese in un altro Stato dell’Unione è regolato da oltre un decennio dalla Direttiva 2011/24/UE, recepita dall’Italia nel 2014. Tuttavia, nella pratica, l’applicazione è rimasta perlopiù legata al formato cartaceo, costringendo farmacisti e pazienti a confrontarsi con barriere linguistiche e dubbi sull’autenticità dei documenti.

La principale novità di questo provvedimento è la definizione dell’architettura digitale italiana necessaria a dialogare con la piattaforma europea MyHealth@EU, la rete che mette in collegamento i sistemi sanitari dei diversi Paesi membri. Tutto funzionerà attraverso il National Connector, l’infrastruttura informatica che collegherà il Sistema tessera sanitaria italiano (Sts) con quello degli altri Stati, abilitando lo scambio elettronico delle prescrizioni. Sarà questo canale a trasmettere alla farmacia estera le informazioni necessarie per verificare la ricetta e procedere, quando possibile, alla consegna del medicinale.