HomeFerraraCronacaUna camminata contro la violenza: "Basta maltrattamenti alle donne"Una camminata per dire basta femminicidi. Nel tardo pomeriggio di ieri a Barco si sono radunati rappresentanti di associazioni e...La camminata per dire basta ai femminicidiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna camminata per dire basta femminicidi. Nel tardo pomeriggio di ieri a Barco si sono radunati rappresentanti di associazioni e cittadini per Samanta Zironi, la 50enne uccisa dal marito il 30 maggio scorso. Un appuntamento organizzato da Lab-Consenso, Ferrara Transfem, Link, Out, a cui si sono aggiunte molte altre sigle. La camminata è iniziata con il ritrovo di circa un centinaio di persone, rappresentanti di diverse associazioni, cittadini, politici, consiglieri comunali, nell’area verde di via Maragno, al Barco, a pochi metri dal condominio in cui viveva la50enne. Prima del corteo, che si è snodato sulla via Bentivoglio per poi concludersi davanti alla biblioteca ‘Bassani’ di Barco, diversi gli interventi. Così Angela Alvisi presidente del Centro Donna Giustizia: "Dalla violenza non se ne esce da sola, molte le sue forme. Occorre una rete dei centri antiviolenza, le forze dell’ordine, necessaria la formazione e cittadinanza attiva". Poi la presidente di UDI Ferrara, Stefania Guglielmi: "Siamo costrette un sistema che vuole silenziare le donne, il nostro sostegno a questa battaglia contro il femminicidio. Manifestare è un atto resistenza necessario". Durante il corteo diversi gli slogan quali "la strada si conquista con la lotta femminista", poi "siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce", ancora "nessun femminicidio va dimenticato. Sabotiamo guerre e patriarcato". Nel condominio di via Maragno 25, inoltre, dove abitava Samanta Zironi, sono stati portati diversi mazzi di fiori e un cartello "Ciao Samanta, no alla violenza sulle donne e denunciate contro il femminicidio". Così Il consigliere comunale, Enrico Segala: "La violenza sulle donne è una piaga e va combattuta investendo nei centri antiviolenza, nei centri per uomini maltrattanti, nell’educazione affettiva e relazionale nelle scuole, nella cultura del rispetto".