L'autorità di vigilanza bulgara (Fsc) ha revocato l'autorizzazione all'esercizio dell'attività assicurativa di DallBogg, che opera in Italia soprattutto nel campo dell'Rc AUto in regime di libera prestazione dei servizi. La decisione. che segue il divieto emesso ad aprile di concludere nuovi contratti, è stata pubblicata sul sito Ivass con una traduzione di cortesia. La Fsc, si legge "avendo accertato il mancato rispetto del requisito patrimoniale minimo previsto dalle norme di Solvency II, ha chiesto all'impresa di presentare un piano realistico a breve termine volto al ripristino della solvibilità. "Entro il termine previsto, la società ha presentato un piano, che la Fsc ha esaminato e valutato nel dettaglio ritenendolo manifestamente inadeguato a ripristinare la solvibilità dell'impresa" sottolinea l'autorità.

L'autorità bulgara, cui spetta la vigilanza, ha sottolineato come le prestazioni relative all'assicurazione della responsabilità civile auto sono garantite dal Fondo di garanzia bulgaro. "Il contratto resta in vigore fino alla scadenza prevista oppure fino all'adozione, da parte del giudice bulgaro competente, di una decisione di apertura della procedura fallimentare nei confronti di DallBogg: Life and Health Insurance Company AD". Al verificarsi di una di tali circostanze, il contratto cessa di produrre effetti.Alla scadenza del contratto di assicurazione, "i clienti dovranno stipulare una nuova polizza di assicurazione della responsabilità civile auto con un'altra impresa di assicurazione". La Fasc raccomanda, ove necessario, prima di adottare qualsiasi iniziativa in relazione alla propria polizza, di rivolgersi alla competente Autorità di vigilanza nazionale, a un'organizzazione professionale, a un intermediario assicurativo o a un'associazione per la tutela dei consumatori.In caso di incidente stradale con una persona assicurata con DallBogg, la Fsc rileva come la liquidazione del sinistro sarà garantita dal Fondo di garanzia della Repubblica di Bulgaria anche se ammette come "l'esame e la liquidazione delle richieste di risarcimento potrebbero richiedere tempi più lunghi rispetto a quelli ordinariamente previsti dalla normativa nazionale".