Il design del pallone ufficiale dei Mondiali 2026 potrebbe avere un ruolo decisivo nei risultati delle 104 partite che saranno disputate durante il torneo. Secondo una nuova ricerca, il pallone chiamato “Trionda” è il primo nella storia dei Mondiali maschili a essere realizzato con soli quattro pannelli, una caratteristica che cambia il modo in cui attraversa l’aria e, di conseguenza, ne modifica velocità, traiettoria e distanza percorsa.Come avviene ogni quattro anni dal 1970, Adidas ha presentato lo scorso ottobre il pallone ufficiale dei Mondiali 2026. Trionda ha attirato l’attenzione per il suo aspetto, con uno schema tricolore che rappresenta Stati Uniti, Messico e Canada, i paesi che ospiteranno il torneo. Ma ha anche sollevato dubbi per la sua conformazione inedita: quattro pannelli assemblati tramite calore e adesivi, che formano una struttura termosaldata senza cuciture. Una configurazione che ha portato alcuni a interrogarsi sulla stabilità in campo.John Eric Goff, visiting professor di fisica all’Università di Puget Sound e coautore di uno studio sulle prestazioni del Trionda, ha spiegato in un articolo pubblicato su The Conversation che “meno pannelli potrebbero indicare una minore lunghezza complessiva delle cuciture e quindi una superficie più liscia. [Questa caratteristica] è importante perché il sottile strato d’aria che aderisce alla superficie determina il punto in cui il flusso si separa, quanto grande è la scia e quanta resistenza aerodinamica subisce la superficie”.Jabulani, il pallone usato ai Mondiali del 2010 in Sudafrica, presentava una caratteristica simile, che durante le partite causava cambi di direzione inattesi o improvvisi cali di velocità in volo. Nel tentativo di contrastare questo effetto, Adidas ha integrato nel Trionda cuciture profonde, tre scanalature marcate in ogni pannello e una superficie pensata per migliorare la stabilità aerodinamica.Goff e i suoi colleghi hanno cercato di capire se queste modifiche fossero sufficienti a evitare le irregolarità osservate con Jabulani. Per farlo, hanno sottoposto Trionda a una serie di test in galleria del vento, in modo da analizzare in condizioni diverse l’interazione tra l’aria e gli oggetti in movimento. Le prove hanno permesso di misurare i coefficienti di forza aerodinamica del pallone, cioè i parametri che descrivono in che modo l’aria genera resistenza e modifica la stabilità del volo.Le conseguenze sulla traiettoriaI ricercatori hanno anche analizzato la cosiddetta “crisi della resistenza aerodinamica”, un fenomeno che si verifica quando la resistenza dell’aria cambia bruscamente una volta raggiunte determinate velocità. I risultati ottenuti da Trionda sono stati confrontati con quelli di simulazioni identiche effettuate sui palloni di precedenti edizioni dei Mondiali: Al Rihla (2022), Telstar 18 (2018), Brazuca (2014) e Jabulani (2010).Gli esperimenti hanno mostrato che il Trionda raggiunge il punto critico di resistenza aerodinamica a una velocità vicina ai 43 chilometri orari. Il valore è più basso rispetto ai 50-65 chilometri orari registrati da Al Rihla, Telstar 18 e Brazuca, tutti prodotti da Adidas, e anche rispetto ai 79-97 chilometri orari raggiunti da Jabulani.Questo significa che, grazie alla superficie ruvida, il pallone ufficiale dei Mondiali 2026 rallenta il flusso d’aria in modo più uniforme rispetto a Jabulani in determinate giocate, come calci d’angolo e punizioni. In altre parole, in questi contesti il pallone dovrebbe risultare più stabile e produrre traiettorie meno imprevedibili.A velocità più elevate, tuttavia, Trionda avrebbe una gittata inferiore. In un rinvio dal fondo calciato per raggiungere il centrocampo, per esempio, il pallone potrebbe iniziare a scendere qualche metro prima del previsto.“Nelle nostre simulazioni, la differenza con Brazuca, Telstar 18 e Al Rihla non è enorme. Ma è abbastanza grande perché i giocatori possano accorgersi che i tiri a lunga distanza finiscono qualche metro fuori bersaglio”, afferma Goff.La tecnologia nascosta nel TriondaGli autori suggeriscono anche che il modo in cui è integrata la tecnologia Connected ball potrebbe influenzare l’aerodinamica del nuovo pallone. Dal 2022, i palloni usati ai Mondiali incorporano un chip che invia informazioni in tempo reale al sistema di videoassistenza arbitrale, il Var, e al sistema per il rilevamento semiautomatico del fuorigioco.Nei modelli precedenti, il dispositivo era sospeso al centro del pallone. Ma Trionda ha una struttura diversa: il sensore è infatti collocato nello strato interno di uno dei pannelli con contrappesi inseriti negli altri tre per bilanciare il pallone.I ricercatori precisano che lo studio non permette di prevedere con esattezza come si comporterà il pallone in ogni partita dei prossimi Mondiali. Sottolineano che i test sono stati effettuati con tiri privi di rotazione e che variabili come altitudine, umidità, temperatura e pressione atmosferica influenzano a loro volta la traiettoria dopo ogni calcio.Nonostante questo, gli autori ritengono che i risultati aiutino a spiegare in parte la fisica dietro un gol spettacolare o l'apparente errore di un attaccante. “Ogni quattro anni, un nuovo design offre un nuovo modo di osservare come entra in gioco la fisica: non in teoria, ma nel movimento di un oggetto da cui dipende ogni giocatore in campo”, osserva Goff.Questo articolo è apparso originariamente su Wired en Español.