La ricostruzione è partita quattro anni fa anche se agli Europei giocati in casa nell’estate del 2024 l’avventura finì ai quarti, con l’eliminazione (condita da polemiche) ad opera della Spagna. Ora la Germania guidata da Julian Nagelsmann si presenta all’evento iridato con antiche ambizioni. Del resto la storia parla per loro: i tedeschi hanno saltato i Mondiali solo nel 1930 e nel 1950 e mai sono stati eliminati nelle qualificazioni (non parteciparono in quelle due occasioni). Poi negli ultimi anni la crisi ha colpito anche loro che però, a differenza degli azzurri, sono stati bravi a rimettere insieme i cocci con un calcio piacevole ed elementi di qualità. Quel che serviva per dimenticare le figuracce degli ultimi due lustri scarsi: la Mannschaft, infatti, non supera la fase a gironi da Brasile 2014, quando alzò la coppa dopo aver battuto l’Argentina. Ma in seguito lo “step“ iniziale è diventato prima trappola e poi ossessione: nel 2018 e nel 2022 i gruppi erano ampiamente alla portata eppure i tedeschi tornarono subito a casa per mano asiatica (Corea del Sud e Giappone).

Negli Stati Uniti arrivano con un bel biglietto da visita: 5 successi e 1 sconfitta (2-0 in casa della Slovacchia) nel girone di qualificazioni vinto senza troppi problemi. Nel gruppo E la squadra di Nagelsmann troverà Ecuador, Costa d’Avorio, Curaçao ma l’idea che la Germania avrà vita facile non è del tutto vera. Gli obblighi principali del ct (4-2-3-1 il modulo), per sopravvivere alle prime tre partite e aspirare a vincere il Mondiale, saranno due: battere all’esordio Curaçao (per indirizzare il girone e non avere dei sedicesimi scomodi) e poi risolvere i problemi nella retroguardia. Stanare Curaçao non pare un’impresa impossibile, aggiustare il reparto arretrato invece è più complicato per una squadra che va in difficoltà quando deve rincorrere. Agli Europei 2024, il palleggio di Kroos dava maggior sicurezza (al suo fianco c’era un discreto interditore come Emre Can o in alternativa Andrich): stavolta Kroos non ci sarà (e come lui altri senatori come ter Stegen, Müller e Gündoğan). Accanto a Pavlović dovrebbe partire titolare Goretzka, che però non ha attitudini difensive. Fra i pilastri del gruppo Kimmich e Rüdiger con le stelle Wirtz e Musiala. Il primo è l’uomo simbolo della nuova nazionale. L’altro ha saltato molte partite a causa di un infortunio ma è fra i punti di forza del reparto offensivo. Quanto basta per poter sognare Continua a leggere tutte le notizie di sport su