«Quello che è successo a Perugia e Napoli è successo anche a Torino, anche in procedimenti noti e significativi». La denuncia su casi di avvocati intercettati mentre conversano con i loro assistiti arriva dal capoluogo piemontese durante l’assemblea pubblica organizzata dalla Camera Penale del Piemonte occidentale, in occasione dello lunga astensione delle toghe proclamata a livello nazionale. A parlarne, nel corso del suo intervento, è stato Gianluca Vitale, del Legal Team Italia, che con ogni probabilità ha fatto riferimento a quanto avvenuto nel corso delle indagini, poi sfociate in un maxi processo arrivato in Corte d’appello, sul centro sociale Askatasuna.
«Che le nostre conversazioni vengano ascoltate è una cosa che succede quasi abitualmente — ha aggiunto Vitale, che è uno degli avvocati più impegnati nei processi contro la galassia antagonista — Ci viene detto dopo averci intercettato “avvocato non la utilizzeremo mai”, ma la risposta non può essere quella».
La presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Torino, Simona Grabbi, ha sollevato un secondo tema: le modalità e gli obiettivi delle perquisizioni operate a carico degli avvocati coinvolti in procedimenti penali, senza risparmiare osservazioni e critiche.









