VENEZIA - La locanda Cipriani torna ad accogliere i suoi ospiti sull’isola di Torcello. La riapertura è prevista per il 15 giugno, mentre il ristorante apre i battenti domani. La struttura è rimasta chiusa per tre anni, dal 2023, per consentire un importante progetto di recupero e valorizzazione che ha permesso anche di ampliare il numero delle camere: in precedenza sei, oggi sono dieci.
LA STORIA È il 1936 quando Giuseppe Cipriani acquista una piccola enoteca sull’isola di Torcello, a cinque anni dall’apertura dell’Harry’s bar vicino a piazza san Marco. Nel dopoguerra la struttura viene restaurata e trasformata in una locanda con cucina: presto diventa una meta ambita da chi cerca lusso, discrezione e tranquillità. Tanto che qui Ernest Hemingway si trasferisce per scrivere Di là dal fiume e tra gli alberi, in cui dedica pagine appassionate alla laguna e alle battute di caccia alle anatre. Hemingway soggiorna alla Locanda tra il 1949 e il 1950, anche durante l’inverno: Giuseppe Cipriani senior la tiene aperta appositamente per lui. Lo scrittore si dedica al suo libro soprattutto di notte, in compagnia di alcune bottiglie di Amarone e a volte, al mattino, parte per la caccia alle anatre. Ma la locanda ha accolto anche personaggi del cinema, reali e figure politiche di primissimo piano, tra cui la Regina Elisabetta, Margaret Thatcher, Maria Callas, Charlie Chaplin e Paul Newman. Elisabetta II e il principe Filippo, duca di Edimburgo, sono ospiti della Locanda nel 1960, unico ristorante che la sovrana abbia mai visitato a titolo privato. Dieci le camere riviste dallo studio di Fabrizio Cocchi, progettista d'interni bolognese scelto da Giuseppe Cipriani, nipote del fondatore, che aveva già lavorato con lo studio in precedenza Cipriani ha apprezzato il progetto proposto, basato sull’interpretazione e sul rispetto dello spirito del luogo, in continuità con il carattere intimo e l’atmosfera che contraddistinguono la struttura. LO STILE Lo stile punta a una essenzialità in linea con l’atmosfera riflessiva dell’isola, da sempre rifugio di artisti e figure di spicco in cerca di quiete. L’intervento di restyling ha riportato in luce le travature antiche, associate ad arredi su misura e a lampade in vetro di Murano realizzate dalla storica fornace Venier. Alcune sistemazioni si aprono su terrazze private e rooftop, offrendo agli ospiti panorami sospesi tra laguna e cielo. LE CAMERE La palette cromatica è stata scelta a seconda dell’ubicazione delle camere: sui toni del rosso per la “red room” al piano terra, con ricchi marmi; verde per le Green Rooms, anch’esse al piano terra, affacciate sui giardini della proprietà; e azzurro per le “blue rooms” al piano superiore, con vedute sulla laguna di Venezia. Lo spazio non manca: le quattro garden suite hanno una superficie media di 46,5 metri quadri e comprendono una zona living; di poco più grandi le due Canal Suite, con vista sul canale, mentre le Torcello suite al primo piano, disposte ciascuna su una superficie di 44 metri quadri, offrono viste sul borgo, sul canale e sui giardini e dispongono di un soggiorno separato e di una terrazza privata. Completa l’offerta ricettiva la Camera Deluxe, di 22 metri quadri, situata al piano terra. L’ORTO Elemento distintivo della struttura è l’orto privato, da cui ogni giorno vengono raccolte verdure ed erbe aromatiche utilizzate nel ristorante che, insieme alla quiete del luogo, ha fatto la storia della famiglia Cipriani. Viene coltivata una grande varietà di prodotti, molti dei quali utilizzati in cucina, come diversi tipi di pomodori (tra cui i datterini e i cuore di bue), melanzane, peperoni, fagiolini, diverse varietà di lattuga, zucchine e, naturalmente, erbe aromatiche. Nelle vicinanze ci sono poi le coltivazioni di carciofi. Il personale di cucina utilizza ciò che serve, tenendolo costantemente sotto controllo. Sul menù piatti tradizionali veneziani e della laguna, affiancati dai classici Cipriani. La proposta segue le stagioni e rende omaggio agli ingredienti del territorio, dalle pregiate “castraure” (il primo germoglio apicale del carciofo) di Torcello alle “moeche” (i granchi in fase di muta), dal pescato locale alle erbe spontanee.(Fonte foto d'archivio: Ansa. Locanda Cipriani tra il 2022 e il 2023, prima dell'intervento)






