Il focus. 11 giugno 2026 alle 00:32Monumenti e mostre off-limits per i disabili: «Troppi luoghi inaccessibili»

Cagliari, città turistica, ma non se sei disabile: in questo caso può capitare d’esser costretto a restare all’esterno dei luoghi d’arte. Perché la mostra tanto pubblicizzata è al secondo piano del Palazzo di Città, ma l'ascensore non funziona. Così non resta che guardare il cartellone, e poi puntare sulla Cittadella dei musei, per ammirare le meravigliose cere anatomiche di Clemente Susini. Sfidi la pendenza d’ingresso, che già per un normodotato poco allenato è pesante, poi scopri che non puoi entrare neppure lì: anche qui l’impianto elevatore è guasto. «Imbarazzante. Chi fa le infrastrutture e i lavori per il sociale dovrebbe mettersi sulla carrozzina. Solo così capirebbe cosa significa»: si sfoga Maria Rosaria Galiero Castiello, partita da Olbia per un fine settimana nel capoluogo sardo, riservato agli abili. Non certo a sua figlia Sofia, diventata disabile due volte. Il discorso può essere allargato a tanti altri spazi pubblici e monumenti della città. Come ad esempio il Bastione. O la Cattedrale.

Diritti negati

«Sono la mamma di una ragazza disabile che ha bisogno della carrozzina, approfittando della fine delle lezioni decidiamo di trascorrere un weekend a Cagliari con l’intenzione di visitare mostre e musei», inizia così la denuncia affidata a Sardegna Accessibile e al suo fondatore Alfio Uda, in prima linea nella battaglia per i diritti dei disabili. «Qualcuno diceva che i diritti devono essere di tutti, altrimenti non sono diritti», premette Maria Rosaria, originaria di Napoli e arrivata a Olbia nel 2019, dove lavora come fisioterapista della Asl Gallura. E poi ripercorre le tappe dell’inciviltà. Dice che quando sei mamma di un disabile capita spesso di ingoiare e portare a casa; ha imparato anche Sofia, che ha 17 anni, convive con due arti in meno e non si rassegna a questa vita che oltre alle difficoltà obbligate finisce per aggiungerne di nuove: evitabili, col buon senso. «Non auguro il male a nessuno, ma può capitare a tutti di trovarsi all’improvviso disabili. Il problema è che nei panni degli altri non ci si mette mai nessuno, perché basterebbe poco. Ci vorrebbe soltanto tanta buona volontà per evitare quanto capitato a noi».