Nel 2025, le 65 maggiori banche del mondo hanno destinato 906 miliardi di dollari ai combustibili fossili, in aumento del 7,6% rispetto all’anno precedente, portando il totale a 8,7 mila miliardi dalla firma dell’Accordo di Parigi, a fine 2015. Il finanziamento alle compagnie che espandono attivamente il fossile è salito a 508 miliardi di dollari, con un balzo del 27% in un solo anno, il valore più alto mai registrato. Lo rivela la 17esima edizione del rapporto annuale Banking on Climate Chaos, appena pubblicato da un’ampia coalizione di organizzazioni della società civile, tra cui l’italiana ReCommon.

Lo studio evidenzia come il mercato resti dominato da pochissimi attori. Quasi tutti i flussi di finanziamento bancario globale destinati ai combustibili fossili passano attraverso soli sei centri: Usa, Canada, Giappone, Cina, Regno Unito e Ue. Insieme, questi rappresentano l’87% del finanziamento totale destinato alle fossili. I notevoli progressi compiuti dalle banche europee e da alcune banche canadesi nel 2025 sono stati controbilanciati da una regressione negli Stati Uniti, le cui banche rappresentano ora oltre il 32% dei finanziamenti bancari ai combustibili fossili a livello mondiale.