La vittoria di Graham Platner alle primarie democratiche nel Maine suscita molto interesse negli Stati uniti. Per l’importanza che il seggio senatoriale occupato da 28 anni dalla repubblicana Susan Collins avrà per gli equilibri del Congresso.
Ma anche per le caratteristiche e la storia personale del candidato. Platner è nato nel 1984, viene da una famiglia della classe media, ma ha un percorso peculiare, che comprende otto anni nelle forze armate statunitensi, con esperienze in prima linea in Iraq e in Afghanistan, un’attività come allevatore di ostriche e il coinvolgimento nella politica locale, con attenzione a temi cruciali per la working class, e per il ceto medio impoverito, come il costo della vita, la sanità pubblica e i diritti dei lavoratori. Pur non essendo affatto uno sprovveduto, Platner ha scelto di adottare nella sua campagna uno stile «populista» (espressione che negli Usa può avere un senso positivo). Si è impegnato a non accettare fondi provenienti dai gruppi di pressione israeliani e a combattere il potere degli oligarchi del capitalismo.
A opporsi alla candidatura di Platner non è stata solo la destra repubblicana (e i difensori a oltranza delle guerre portate avanti da Israele, che sono ancora numerosi nella politica e nel mondo dell’informazione Usa). L’establishment democratico non lo ama affatto, e l’attacco più pericoloso, a pochi giorni dal voto, è arrivato dal New York Times che ha riportato le dichiarazioni di alcune donne che lo hanno accusato di comportamenti inappropriati e, in un caso, anche di atteggiamenti aggressivi. La cosa si è sgonfiata quando è emerso che le persone che avevano rilasciato queste dichiarazioni sono attiviste repubblicane, e sono venuti alla luce i tweet razzisti che una di loro aveva diffuso in passato. Al dunque, sia Bernie Sanders sia Ro Khanna hanno deciso di impegnarsi personalmente nella sua campagna, e oggi ne festeggiano la vittoria. Defilata invece Alexandra Ocasio-Cortez, e non pervenuti gli esponenti dell’area centrista, che vedono nel successo di candidati «populisti» come Platner una minaccia alla supremazia che hanno avuto nel partito sin dai tempi di Clinton.










