Roma, 10 giugno 2026 – “Sangue chiama sangue”, atto III: Macbeth o House of the Dragon? Il dubbio è fugato dalla fama del verso shakespeariano, non dalla sostanza della citazione. Uomini e donne che solcano i cieli su creature alate, guerreggiando per il trono che li unisce e separa a un tempo nel sangue, questi sì, senz’altro sono i personaggi della serie tv targata Hbo Original. Di sangue, fuoco e morte sarà costellata la terza stagione di House of the Dragon, prequel del Trono di Spade ambientato 190 anni prima di quegli eventi. La danza dei draghi, apice della lotta intestina per il potere, si preannuncia – stando alle parole di Ryan Condal, showrunner della serie tv – esplosiva: “Ora si gioca sul serio e niente e nessuno è al sicuro”. La nuova stagione, dopo la première del primo episodio, ieri, in apertura del Taormina Film Festival 72, sbarcherà in otto puntate su Hbo Max Italia, Sky e Now dal 22 giugno. Per inciso: il timing è perfetto per ambire alle statuette degli Emmy 2027.

La serie si basa sulla guerra interna tra i Verdi – la fazione di Aegon II capitanata da Alicent Hightower – e i Neri, fedeli a Rhaenyra Targaryen. Uno scontro che, per gli appassionati, è molto più di un conflitto alato e infuocato. Shakespeariano è parso il trailer di questo nuovo appuntamento, shakespeariana è sempre stata la materia. Re Lear, Amleto, Richard III, Iago, Enrico V e Falstaff. Tracotanza, corruzione interna, sangue che, appunto, chiama sangue. Personaggi dilaniati da dubbi, sospinti da intrighi e inseguiti da fantasmi. Matassa umana che il Bardo ha messo in versi e Il Trono di Spade e House of the Dragon hanno tradotto in fantasy. “Quando penso alle serie tv e ai film che ho amato” dice Steve Toussaint, Corlys Velaryon nella serie “parlano tutti fondamentalmente di famiglia e legami umani. Tutti noi abbiamo una famiglia di qualche tipo: quella biologica oppure quella che ci siamo scelti. Sappiamo cosa significa trovarsi in una certa posizione e cosa si prova quando qualcuno viene trattato in modo più favorevole di noi. E vedere questi personaggi affrontare situazioni simili sullo schermo, a volte, aiuta a elaborare i propri sentimenti e le proprie frustrazioni”. Anche Condal è contagiato dalla materia che maneggia: “Stamattina ero nella sala di missaggio. Devono strapparti gli hard disk dalle mani prima che tu smetta di lavorarci”, ha detto lo showrunner.