ROMA – Nato dall’ascolto dei pazienti, il piano di azione in 7 punti per migliorare la cura delle persone con Granulomatosi Eosinofila con Poliangioite (Egpa) è stato presentato oggi alla Camera dei Deputati. Istituzioni, comunità scientifica, pazienti e industria impegnati insieme per dare risposte concrete ai bisogni di presa in carico strutturata e omogenea su tutto il territorio nazionale.
Cos’è la Egpa. È conosciuta anche come sindrome di Churg-Strauss, è una malattia infiammatoria cronica, che colpisce i vasi sanguigni e favorisce l'infiltrazione di globuli bianchi nei tessuti, compromettendo le vie respiratorie. Si sviluppa in tre fasi che iniziano con forme gravi di asma, poi con un forte aumento di blobuli bianchi nel sangue e nei tessuti, con accumuli nei polmoni o nell’intestino. Lo stato infiammatorio dei vasi finisce per danneggiare i nervi, i reni, la pelle e il cuore. L'origine è ignota, sebbene sia considerata una patologia autoimmune, con il sistema immunitario che aggredisce per sbaglio i tessuti dell'organismo. Per affrontarla è fondamentale un approrccio multidisciplinare di reumatologi, pneumologi, immunologi e altri specialisti.
Il nodo della sanità decentrata. Naturalmente, cose sempre accade quando si affrontano temi legati alla disparità dei livelli essenziali di prestazioni nell’esercizio del Servizio Sanitario Nazionale, spicca immediata la questione del “Come” superare la frammentazione assistenziale, per azzerare i ritardi diagnostici e garantire percorsi di cura rapidi ed efficaci. Un tema che – purtroppo – viene sempre accompagnato sempre da proposte politiche, dense di buone intenzioni, di promesse, a volte di attribuzioni di responsabilità altrui, ma non prende mai di petto il vero nodo del problema: la sanità pubblica nelle mani dei poteri locali, così com’è oggi strutturata in Italia, non funziona.











