Matteo Salvini parla a Storie al bivio. Racconta che in famiglia non si parlava molto di politica e da giovane voleva fare il giornalista sportivo. Ripercorre la sua carriera politica e fa un excursus nella sua vita privata, tra la compagna Francesca e il rapporto con i figli. Spiega anche quali sono i complimenti che gli fanno più piacere e qual è l’insulto che lo infastidisce di più, ovvero che lui non lavori.

Non pensavo di fare politica

L'insulto che lo infastidisce di più

Il rapporto con Francesca Verdini e i figli

Non pensavo di fare politicaMatteo Salvini a “Storie al bivio” racconta di come è arrivata la politica nella sua vita (nella stessa puntata è ospite anche Francesca Pascale). In famiglia, dice, non si parlava molto di politica, perché c’erano altri interessi. Su come si sia avvicinato lui alla politica, invece, racconta che lo colpì un manifesto di un movimento che parlava di identità, che non era né di destra né di sinistra.“Da allora mi incuriosì e andai a vedere. Alle prime riunioni eravamo in tre”. La tessera della Lega invece l’ha presa negli anni Novanta.ANSAA distanza di anni, dopo tutto quello che ha fatto in politica, Salvini risponde che ancora oggi la politica è tutto per lui. “Non faccio politica solo per mestiere o per lo stipendio. Se mi rendessi conto che una mattina mi alzo e non ne ho più voglia, allora vuol dire che devo fare altro”.L’insulto che lo infastidisce di piùTolti gli insulti più randomici dei social, il vicepremier racconta – proprio alla luce di questa sua passione per il lavoro che svolge – che la critica che lo infastidisce di più è quella di chi dice “Salvini non lavora“.Per il ministro non è una questione di simpatia o antipatia, ma dire “non ci metto impegno o che non lavoro” quello no. “Star dietro alle imprese, agli operai, al Mose, alla Tav, al Ponte, alle Olimpiadi… uno può dire che non gli piace Salvini per le sue idee, che è razzista e fascista”, ma che non lavora è l’insulto che più lo infastidisce.