Il governo Schifani presenterà un emendamento «sblocca-assunzioni» per la Seus, la società in house che gestisce il servizio di emergenza-urgenza 118 in Sicilia. L’obiettivo è superare le criticità legate alla carenza di personale, in particolare degli autisti soccorritori, e rafforzare gli organici delle postazioni.La questione è stata affrontata durante un’audizione in commissione Sanità dell’Ars, presieduta da Pippo Laccoto, alla quale hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, rappresentanti dell’assessorato all’Economia, i vertici della Seus e gli uffici competenti sulle società partecipate.«Ho posto in commissione una questione estremamente seria che riguarda la tenuta del servizio di emergenza-urgenza in Sicilia», ha detto Laccoto. Il nodo è quello delle assunzioni: secondo il presidente della commissione, serve un intervento rapido per consentire alla Seus di beneficiare della deroga del 3 per cento e sbloccare le procedure relative al personale.«Non possiamo permetterci che la carenza di autisti soccorritori continui a determinare la chiusura di postazioni 118, con conseguenze che potrebbero incidere direttamente sulla sicurezza e sulla salute dei cittadini», ha aggiunto Laccoto.Il governo regionale ha annunciato un emendamento specifico, che dovrà essere esaminato nel primo momento utile dalla commissione competente e poi dall’aula dell’Ars. L’obiettivo è arrivare a una soluzione rapida, soprattutto in vista della stagione estiva, quando aumentano le presenze sul territorio e cresce la domanda di assistenza sanitaria.Laccoto ha chiesto anche la convocazione immediata di un tavolo tra tutte le parti interessate. Fino al 31 agosto, ha spiegato, sarà necessario valutare ogni soluzione praticabile, compreso il ricorso a personale interinale o ad altri strumenti consentiti dalla normativa, per garantire la copertura delle postazioni indispensabili.L’assessore Caruso ha invece sollecitato un report dettagliato sulle figure interne alla Seus, per conoscere numero e posizione di coloro che, pur essendo assunti come autisti soccorritori, non vengono attualmente impiegati sui mezzi di soccorso ma risultano destinati ad altre mansioni.