L'Unione europea deve dotarsi di strumenti aggiuntivi per reagire più rapidamente nei confronti dei nuovi Stati membri che violano i diritti fondamentali e i principi democratici. Lo sostengono cinque Paesi, mentre l'allargamento dell'Ue torna ad acquisire urgenza.
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In una proposta congiunta di Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, visionata da Euronews, si raccomanda di rafforzare i trattati di adesione dei futuri membri del blocco con diverse clausole di salvaguardia, per reprimere le violazioni delle norme dell'Ue e imporre sanzioni rapide, come la sospensione dei fondi e dei diritti di voto.
Il documento prevede inoltre che, per un periodo non precisato, ai nuovi arrivati sia limitato il potere di veto, per evitare blocchi improvvisi sulle decisioni considerate prioritarie. La politica estera è uno degli ambiti in cui l'Ue richiede sempre l'unanimità. L'allargamento, ha affermato un diplomatico, "non deve andare a scapito della nostra capacità d'azione".
L'uso del potere di veto da parte di Orbán ha insegnato una lezione all'Ue






