di
Salvatore Riggio
L'ex attaccante inglese si è raccontato nella sua autobiografia: «Probabilmente è il periodo più felice degli ultimi cinque anni»
La vita rocambolesca di Paul Gascoigne, oggi 59 anni ma è come se ne avessi vissuti molti di più, ha una trama molto più complessa di un film. Tra tentativi di suicidio, ricoveri d’urgenza e coma etilici, l’ex stella inglese non si è fatta mancare nulla. Nell’intervista rilasciata a «Good Morning Britain», nella quale si è anche commosso, ha raccontato il suo rapporto con l’alcol: «Non bevevo più e l'astinenza è stata terribile – le sue parole –. Sono andato in palestra e avevo bisogno di qualche Red Bull. Ero stanco e allora me ne servivano un paio in più. Poi ne ho bevute ancora e alla fine arrivavo a bere 30 lattine al giorno. Non bevevo più e l’astinenza è stata terribile. Sono rimasto seduto su una roccia per quattro giorni senza muovermi. Ho detto buongiorno e buonanotte, tutto qui».
Gli scheletri nell’armadio sono tanti, come ha raccontato nella sua nuova autobiografia, «Eight»: «Questo libro non parla di calcio, è diverso. Molte persone mi hanno detto di averlo letto e che gli ha salvato la vita. Se questo libro potrà salvare anche una sola vita, allora avrò fatto il mio dovere. Probabilmente è il periodo più felice degli ultimi cinque anni. Sta per uscire il mio libro, ne sono entusiasta. Le cose vanno bene. Giocando a calcio, sapevi cosa avresti fatto da lunedì a lunedì. Ora, quando ti svegli il lunedì, pensi: “Cosa farò adesso?”. Ma le cose stanno migliorando e sono piuttosto contento – ha concluso Gascoigne –. Ogni mattina non penso al domani. Cerco solo di vivere il presente. A volte faccio fatica».










