«Per quanto tempo ancora mangeremo pane e violenza, e quante volte ancora saremo bambini in mano ai vampiri». Comincia così "Sos", la canzone scritta e autoprodotta da Piero Pelù, vincitrice della 24ª edizione del Premio Amnesty International Italia per la sezione Big. Il riconoscimento è promosso da Amnesty International Italia, insieme all'associazione Voci per la Libertà, per premiare il miglior brano sui diritti umani pubblicato da un artista o gruppo di spicco della musica italiana nell'anno precedente. Registrato e prodotto in appena dieci ore in collaborazione con il musicista Valerio Recenti, "Sos" canta la situazione a Gaza e sostiene la Global Sumud flotilla, denunciando il genocidio e l'inerzia mediatica.

LE DICHIARAZIONI «Sos ci sprona a parlare del genocidio israeliano nella striscia di Gaza coi tempi del presente, perché le bambine e i bambini palestinesi, quelli ancora in vita, continuano a mangiare pane e violenza: più la seconda che il primo. Da questo brano, poetico e potente, crudo e suggestivo insieme, si leva il bisogno di futuro, di quel diritto alla felicità che è e sarà l'unica condizione grazie alla quale l'odio puoi tenerlo fuori», commenta Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.Il Premio è legato alla 29ª edizione del festival "Voci per la libertà - Una canzone per Amnesty", che unisce musica, arte e diritti umani e che si terrà a Rovigo dal 24 al 26 luglio. «Grazie Amnesty International per questo importante riconoscimento, impreziosito dal vostro lavoro costante e puntuale di difesa dei diritti umani, sempre più calpestati dalla barbarie di certe multinazionali, lobby e Stati», ha dichiarato Pelù appena saputo della vittoria. Per la concomitanza con il tour estivo dei Litfiba, Pelù non sarà a Rovigo a ritirare il Premio, che riceverà invece il 16 luglio a Rock in Roma, data nel tour della band. "Sos", uscita lo scorso ottobre, è stata resa disponibile gratuitamente da Pelù ed è nata dall'urgenza di dare voce a quanto accade nel territorio palestinese occupato, per non restare indifferenti alla sofferenza e difendere la pace e la giustizia. Insieme a Pelù si contendevano il Premio le Bambole di Pezza (con il brano Senza permesso), i Baustelle (Canzone verde, amore tossico), Diodato (Non ci credo più), Ginevra (Femina), Ibla (Rituale), Fiorella Mannoia (Eroi), Murubutu (Minuscola), La Nina (Figlia d' 'a tempesta) e Willie Peyote (Grazie ma no grazie).«Sos - spiega Pelù - mi è venuta dal cuore. Parla dei genocidi in ogni parte del mondo: in particolare di quello palestinese, e del ruolo fondamentale dei soccorritori delle ong nei luoghi di guerra, come Medici senza frontiere e la Global Sumud flottilla, per il loro ruolo di generatori di attenzioni mediatica su Gaza». Riguardo alla scelta di non pubblicare il brano sulle piattaforme di streaming, Pelù conclude: «Ho deciso di renderla scaricabile gratuitamente sul mio sito perché non ho voluto usare piattaforme coinvolte in armi e propagande di dittatori».