| 10 Giugno 2026 17:03 |
4 minuti per la lettura
(Adnkronos) – Una donna su 3 con tumore della mammella presenta sintomi depressivi clinicamente rilevanti. L’ansia rappresenta la dimensione psicologica più diffusa: oltre il 30% manifesta livelli moderati o severi e quasi la metà riporta sintomi lievi. Il 52% segnala un aumento dello stress di coppia e il 67% problemi significativi di intimità sessuale, che permangono anche dopo la fine dei trattamenti. La malattia ha effetti rilevanti anche sulla dimensione professionale e sui progetti di vita. Circa il 10% delle donne interrompe completamente lavoro o formazione, oltre il 20% riduce le ore lavorate e circa il 6% modifica ruolo o occupazione. Sono alcuni dei principali risultati del II Rapporto Andos–Crea Sanità ‘Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita’, presentato oggi a Roma, realizzato per approfondire l’impatto del carcinoma mammario sul lavoro, sul benessere psicologico, sulle relazioni familiari e affettive e sulla qualità di vita percepita.
Alla survey hanno partecipato 1.590 donne, di cui 1.051 hanno completato integralmente il questionario. La qualità di vita percepita risulta significativamente inferiore rispetto alla popolazione generale femminile, sia sul piano fisico che psicologico. Dal punto di vista professionale, “le difficoltà sono più frequenti tra le lavoratrici dipendenti, con contratti a tempo determinato ed indeterminato – emerge dalla ricerca – e nelle pazienti sottoposte a chemioterapia, trattamento associato al maggiore impatto negativo in ambito occupazionale, anche se pure l’ormonoterapia determina nel tempo rilevanti problemi lavorativi. Oltre il 45% delle donne dichiara di aver dovuto modificare in modo abbastanza rilevante i propri progetti di vita e il 22% parla di cambiamenti molto o moltissimo impattanti. Tra le under 40, il 58,1% riferisce di aver rinunciato ad avere figli”.







