Dopo più di vent'anni Milo Infante lascia la Rai per Mediaset: a Cologno Monzese avrà un doppio incarico, «sviluppare nuovi progetti editoriali e televisivi» e ricoprire «un ruolo di vertice nell’area informazione del Gruppo». «Per me è un punto di arrivo», il commento del giornalista milanese, classe 1968. «Ringrazio Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l’opportunità di entrare a far parte di una realtà che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la televisione italiana. Affronto questa sfida con entusiasmo, curiosità e con la voglia di mettere la mia esperienza al servizio di nuovi progetti e nuove idee». A confermare i rumors che circolavano da qualche giorno, le comunicazioni ufficiali delle due aziende: prima Viale Mazzini, che ufficializza la lettera di dimissioni formalizzata da Infante al capo del personale, ringraziandolo «per l’attività svolta nel corso degli anni nelle strutture editoriali e produttive della Rai» e rivolgendogli «i migliori auguri per il prosieguo del percorso professionale».Poi Cologno Monzese, che dà il benvenuto a un «giornalista, autore e conduttore tra i professionisti più autorevoli e apprezzati della televisione italiana». In Rai dal 2003, dal 2010 caporedattore a Rai2, poi responsabile del nucleo Programmi di carattere sociale e inchieste e ancora della struttura Rubriche, Informazione e Territorio di Rai 1 in qualità vicedirettore, dal 2020 vicedirettore di Rai2 e dal 2022 vicedirettore ad personam della direzione Approfondimento, Infante ha condotto negli ultimi sei anni Ore 14, spazio pomeridiano della seconda rete dedicato a volti e storie dietro la cronaca, promosso poi anche in prima serata per approfondire i casi più discussi come la morte di Pierina Paganelli, la famiglia nel bosco, il giallo della ricina, la vicenda Garlasco (e con tanto di screzio con Bruno Vespa per la sovrapposizione oraria con Porta a Porta).La Rai - si apprende da fonti di Viale Mazzini - sarebbe andata avanti nel percorso di valorizzazione di Infante, ma la richiesta della nomina a una direzione avanzata dal giornalista sarebbe stata ritenuta impraticabile, perché incompatibile con la conduzione quotidiana del programma pomeridiano oltre che di una prima serata. In ultima analisi, l’addio sarebbe maturato soprattutto per questioni economiche. A Cologno Monzese il giornalista avrà un ruolo dirigenziale: tra le ipotesi, una poltrona da condirettore a Videonews, anche se non si può escludere che venga creata per lui una direzione ad hoc. E porterà anche la sua esperienza nella conduzione, probabilmente di un programma di prima serata: sullo sfondo resta anche l’idea di una seconda serata di approfondimento su Canale 5, progetto annunciato ma mai realizzato, o di uno spazio sperimentale su Italia 1. È da escludere, comunque, che l'ingresso di Infante nella squadra Mediaset possa impattare su titoli consolidati come Quarto Grado e Dentro la Notizia, affidati a Gianluigi Nuzzi, né su spazi come Realpolitik guidato da Tommaso Labate. I puzzle dei nuovi palinsesti autunnali sono in via di definizione: la Rai svelerà le carte il 3 luglio ad Ancona e probabilmente entro quella data si saprà chi - e con quale format - prenderà il posto di Infante nella fascia di Ore 14.