Non sono ancora state individuate tutte le persone disperse a causa del terremoto di magnitudo 7.8 di lunedì al largo dell’isola di Mindanao, nel sud delle Filippine, dove sono morte almeno 45 persone e centinaia sono state ferite. Ci sono più di 25mila persone sfollate che stanno soggiornando in rifugi di emergenza gestiti dal governo perché non hanno ancora modo di rientrare nelle loro case, molte delle quali sono state distrutte o gravemente danneggiate. I soccorsi stanno andando a rilento perché continuano a esserci scosse di terremoto che impediscono alla protezione civile di cercare tra le macerie senza correre rischi.

L’agenzia nazionale per la gestione delle emergenze ha detto che 17 persone risultano disperse. Nella provincia di Sarangani, la più vicina all’epicentro e tra le più colpite, alcune zone sono accessibili solo con gli elicotteri.

Mercoledì, mentre la protezione civile stava cercando un uomo ancora intrappolato dentro a un negozio nella città di General Santos, nel sud dell’isola, l’area è stata colpita da un’altra scossa: l’edificio era già parzialmente crollato durante il primo terremoto, e i soccorritori sono dovuti scappare perché stavano cominciando a cadere pezzi di cemento.