Sono una squadra, formata da 52 arbitri - anzi 51 dopo l'esclusione del somalo Omar Artan, a cui gli Stati Uniti non hanno concesso il visto e accolto da eroe al suo ritorno in Patria - 88 assistenti e 30 addetti al Var: dovranno amministrare nuove norme e guadagneranno molto di più rispetto alle precedenti edizioni dei Mondiali di calcio. Ma ognuno di loro, in cuor suo, ha in mente un solo unico obiettivo individuale, quello di sperare che la propria nazionale non arrivi fino in fondo per poter essere designato per l'ultima partita, quella che assegna la Coppa del Mondo. Non hanno (purtroppo) di questi pensieri gli italiani, l'arbitro Maurizio Mariani, gli assistenti Daniele Bindoni e Alberto Tegoni e l'addetto al Var Marco Di Bello.
I precedenti
A Qatar 2022 per dirigere la finalissima tra Argentina e Francia fu scelto il polacco Szymon Marciniak, tra i fischietti più noti anche di Usa-Canada-Messico 2026. Tra quelli che vogliono arrivare fino al 19 luglio anche il cinese Ma Ning, anche lui senza 'problemi' per la mancata qualificazione della nazionale, ma con in più il sostegno del suo Paese che lo segue con passione sui social. Rispetto a quattro anni fa, con 16 squadre in più (da 32 a 48) è aumentato il numero delle partite (da 64 a 104) ed è cresciuto anche il compenso base per ogni arbitro, da 60 mila a circa 86 euro: una cifra raddoppiata rispetto a quella dell'edizione 2014 disputata in Brasile, e che può ulteriormente crescere in caso di designazione per partite a eliminazione diretta (si comincerà per la prima volta nella storia dai sedicesimi di finale).













