| 10 Giugno 2026 14:02 |
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(Adnkronos) –
L’avvocato e l’imprenditore, indagati e perquisiti nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sul Ponte sullo Stretto, tentarono di corrompere altri due magistrati contabili perchè ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell’opera. Tentativo che a quanto si apprende è andato fallito perché i due magistrati non hanno accettato gli inviti proposti. Lo stesso modus operandi che l’imprenditore Vincenzo Virgiglio e l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno avrebbero utilizzato, secondo l’accusa, con l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, anche lui indagato, promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il progetto con aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile e rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi.
Nel decreto viene citata ad esempio un’intercettazione del 31 ottobre 2025 in cui l’imprenditore Virgiglio riferisce all’avvocato Saccomanno le confidenze ricevute da Miele sullo svolgimento della camera di consiglio della Corte dei Conti: ‘Tommaso Miele mi diceva ieri hanno avuto una spaccatura interna pazzesca… e lui se n’è andato per non votare…’.










