ROMA - L'evento "Drive the Change: Fleet & Mobility Management", ha fatto da palcoscenico alla ricerca curata da LabSumo, dall'Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano e dall'associazione Best Mobility, sulle flotte aziendali italiane, evidenziando un quadro a due velocità. Se da un lato si registra una forte spinta verso la transizione ecologica, con quasi 9 aziende su 10 che hanno già introdotto veicoli elettrici o ibridi plug-in e la maggioranza che prevede di incrementarne la quota a breve, dall'altro lato si riscontra un notevole ritardo sul fronte della digitalizzazione. Soltanto il 27% delle realtà intervistate sfrutta infatti i dati dei veicoli connessi tramite sistemi telematici avanzati, e appena il 30% riesce a trasformare queste informazioni in decisioni strategiche.
Il processo di elettrificazione del parco auto, pur interessando l’89% delle imprese, vede ancora una prevalenza di motori tradizionali a benzina o diesel, che coprono il 68% del totale. A guidare il cambiamento sono principalmente le agevolazioni fiscali sui fringe benefit, il desiderio di ridurre l'impatto ambientale e il ritorno in termini di reputazione. Ma non mancano gli ostacoli, tra cui spiccano la distribuzione disomogenea e l'insufficienza delle colonnine di ricarica, l'autonomia limitata delle batterie, i tempi lunghi di rifornimento e i costi elevati di energia e noleggio.







