Milano, 10 giu. (askanews) – La mappa di densità delle cavità sotterranee di Roma, aggiornata al 2026, evidenzia come oltre 100 km² del territorio dell’Urbe sono interessati dalla presenza di vuoti sotterranei; quasi 61 km2 risultano in aree ad elevata densità di cavità. Le zone a maggiore densità di cavità risultano concentrate nei municipi I, II, IV, V e VIII, in corrispondenza delle principali aree storicamente interessate dallo sfruttamento delle pozzolane e dei tufi e dalla presenza di sistemi catacombali. Al contrario, i settori nord-occidentali e occidentali del territorio urbano risultano caratterizzati da una minore concentrazione di cavità, in relazione alla diversa natura litologica dei terreni affioranti e alla minore intensità delle attività estrattive E’ quanto emerge dall’aggiornamento della Carta delle Cavità Sotterranee di Roma, a cura del Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia dell’ISPRA in collaborazione con l’Istituto Di Geologia Ambientale E Geoingegneria del CNR e l’Università Tuscia di Viterbo, presentata oggi nel Parco Naturale dell’Appia Antica.

La Carta si configura come uno strumento dinamico e in continuo aggiornamento oggetto di periodiche revisioni, attraverso l’implementazione di nuovi dati, l’acquisizione di ulteriori rilievi e il progressivo miglioramento dell’accuratezza posizionale delle informazioni, anche in relazione all’evoluzione delle tecnologie di rilievo e georeferenziazione.