Il semicerchio di quartieri a est della capitale - dal Tiburtino-Prenestino, sino al Tuscolano e all'Appio Latino nei territori dei Municipi IV, V e VII - si conferma come quello potenzialmente più a rischio di sprofondamenti. Ma c'è una novità, perchè ulteriori studi hanno permesso di individuare cunicoli e ambienti sotterranei, sino ad ora sconosciuti, anche nella porzione sud-occidentale della città ovvero a Portuense-Monteverde e all'Ardeatino nei Municipi VIII, XI e XII. Si estende dunque l'area ad alto rischio. È quanto emerge dall'aggiornamento della mappa di suscettibilità ai sinkhole antropogenici, ovvero della probabilità del verificarsi di grandi voragini, messo online da Ispra e Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Cnr.
A 12 anni dalla voragine i bus tornano a passare su via Po, ecco cosa c'era sottoterra
di Lorenzo Grassi
13 Luglio 2025
Il sottosuolo romano è storicamente e geologicamente vulnerabile: nelle viscere della capitale esiste una sorta di città parallela, in gran parte ancora da esplorare. Un intricato e oscuro labirinto fatto di antiche cave, cunicoli, condotti di acquedotti, luoghi di culto e cimiteri. Una rete di vuoti che si estende per centinaia di chilometri al di sotto del tessuto urbanizzato e costituisce a tutti gli effetti una bomba innescata. Basti pensare che oltre 30 km quadrati del territorio romano sono stati interessati negli ultimi cento anni da eventi di sprofondamento e in più di 20 km quadrati sono presenti cavità sotterranee.








