Il nuovo sistema europeo di ingressi e uscite (EES) avrebbe dovuto modernizzare i controlli di frontiera, ma a mesi dal suo lancio caos e confusione continuano a creare problemi ai viaggiatori.
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Ora un funzionario dell’UE ha riconosciuto che potrebbero volerci fino a due anni prima che il contestato sistema entri a regime, una prospettiva che il settore dei viaggi ha definito «molto dolorosa».
Frontex, l’agenzia che coadiuva la gestione delle frontiere esterne dell’UE, ha ammesso che la raccolta dei dati biometrici è uno dei principali problemi alla base delle difficoltà iniziali del sistema.
Uku Särekanno, vicedirettore esecutivo di Frontex, ha spiegato che rilevare le impronte digitali dei viaggiatori provenienti da Paesi non UE al loro primo ingresso nello Spazio Schengen è «probabilmente la parte più complessa» dell’introduzione del sistema.









