I Mondiali di calcio non sono ancora iniziati e l’Italia nemmeno c’è. Ma i Mondiali sono un evento così pieno di storie che vale la pena seguirli a priori, sia che, calcisticamente parlando, vi interessi solo cosa fa la Nazionale, sia che il calcio non vi interessi affatto. Questi Mondiali, poi, saranno per certi versi inediti e ci saranno davvero tante cose da raccontare. Per entrare meglio in atmosfera, abbiamo già inviato il primo numero di Post Partita, la newsletter con cui al Post li seguiremo: uscirà ogni giorno, verso le 8, fino al 20 luglio. Se non vi siete ancora iscritti potete farlo qui.
Intanto oggi abbiamo messo insieme un po’ di aneddoti curiosi sul primo Mondiale e un po’ di consigli su siti e app dove fare il vostro bracket. Buona lettura, e se volete che ci risentiamo anche domani, ricordate di iscrivervi qui.
I Mondiali di calcio cominciano domani sera ma questa newsletter inizia oggi, e quindi per entrare un po’ in clima possiamo partire dal principio, letteralmente. La finale dei primi Mondiali, quelli del 1930, si giocò con due palloni di diverso tipo. I capitani di Argentina e Uruguay erano in disaccordo su quale usare, e l’arbitro belga John Langenus decise di far giocare il primo tempo con il modello Tiento, preferito dagli argentini, e il secondo con il T-Model, gradito agli uruguaiani, che giocavano in casa. Non sappiamo se fu per quello, fatto sta che a fine primo tempo l’Argentina era in vantaggio per 2-1, mentre nel secondo tempo l’Uruguay segnò tre gol e vinse 4-2.













