Tra i concorsi fotografici più importanti del Mondo ci sono i Sony World Photography Awards 2026 che rappresentano un punto di riferimento e un modo per i fotografi di farsi conoscere e di far apprezzare le proprie capacità, diffondendo al contempo anche messaggi legati a diversi contesti e problematiche. Dopo la premiazione di Londra, ora alcune delle fotografie saranno esposte in diversi contesti in diverse nazioni e in Italia sarà possibile ammirarle al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano.
Ad annunciare le novità è stata Sony, con l'apertura della mostra (curata da Barbara Silbe) che è avvenuta nella giornata di oggi (10 giugno) e proseguirà fino al 4 ottobre 2026. I visitatori troveranno una selezione delle immagini vincitrici e finaliste dell'ultima edizione del concorso organizzato dalla World Photography Organisation e che vede il produttore giapponese come partner principale.
Barbara Silbe (curatrice della mostra italiana) ha dichiarato "la fotografia continua a confermare il suo ruolo fondamentale di testimonianza e memoria della società contemporanea, permettendoci di osservare il mondo, comprenderlo e riconoscerci nelle storie degli altri. Anche quest'anno ho voluto costruire una rilettura italiana dei Sony World Photography Awards, partendo dalla curatela londinese, ma introducendo nuovi elementi nel percorso espositivo del Museo Diocesano di Milano. La mostra mette al centro l'esperienza umana e le grandi storie del nostro tempo: dai cambiamenti climatici ai diritti, dalle disuguaglianze alla scienza. Accanto ai vincitori delle categorie professionali, abbiamo scelto di dare ampio spazio anche agli emergenti, ai giovanissimi e ai fotografi finalisti non premiati, perché proprio da quel bacino emergono spesso opere straordinarie che meritano visibilità. Ci è inoltre sembrato interessante presentare ai visitatori anche una selezione delle foto finaliste, selezionate cioè dalla giuria inglese per la rosa dei candidati, ma che non hanno ricevuto premi, perché anche in questo caso ci sono immagini che meritano di essere valorizzate".








