La scia delle pressioni sui cronisti di frontiera e sugli amministratori locali sembra allungarsi fino ai piedi dei monti Lattari. Nel cuore del centro cittadino di Casola di Napoli, un episodio ancora avvolto dal massimo riserbo investigativo ha colpito direttamente Michele Inserra, cinquantenne giornalista professionista e attuale membro dell’assemblea cittadina. La sua autovettura è stata intercettata e seriamente danneggiata da ignoti, in un contesto che ha immediatamente attivato i protocolli di sicurezza per i soggetti esposti a potenziali ritorsioni istituzionali o professionali.

Sul luogo del danneggiamento sono intervenuti i militari della Compagnia dei Carabinieri di Castellammare di Stabia, i quali hanno avviato i primi rilievi scientifici e la raccolta delle testimonianze utili. Il fascicolo d’indagine è attualmente coordinato dai magistrati della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, impegnati a decifrare la matrice del gesto per stabilire se si tratti dell’opera isolata di una banda di vandali o, al contrario, di un avvertimento mirato e legato all’attività pubblica della vittima.

Dalle inchieste sui clan alla politica locale

Il profilo della vittima impone agli inquirenti una prudenza assoluta e l’analisi di ogni possibile retroscena. Inserra è infatti un nome stimato nel panorama dell’informazione, oggi impegnato come opinionista per emittenti radiofoniche e collaboratore della testata L’Altra Voce dell’Italia – Il Quotidiano della Basilicata, dopo aver consolidato la propria esperienza nella capitale tra i corridoi della Rai, della Camera dei Deputati e del Senato. Il tassello più delicato della sua biografia porta però in Calabria, dove il cronista ha guidato per lungo tempo la redazione provinciale e cittadina de Il Quotidiano della Calabria.