Ha parlato commosso per qualche minuto e con un “grazie” in italiano come conclusione. Così l’astronauta Luca Parmitano si è presentato sul palco di Houston, dove il 9 maggio la Nasa ha annunciato l’equipaggio della prossima missione Artemis III. Lui, oltre a essere l’unico italiano, ne sarà il pilota, in un equipaggio di quattro uomini che saluterà la terra per circa due settimane nella metà del 2027. Il loro obiettivo non sarà la superficie lunare, ma dovranno condurre una serie di test per aprire la via del ritorno degli esseri umani sul nostro satellite. Al comando ci sarà Randy Bresnik, insieme ad altri due specialisti, Frank Rubio e Andre Douglas. Con Parmitano sperimenteranno nell’orbita terrestre le tecnologie e l’attracco fra la capsula Orion, sulla quale voleranno, e uno o due veicoli per posarsi sulla Luna costruiti da SpaceX e Blue Origin, le aziende aerospaziali di Elon Musk e Jeff Bezos.
Il sogno di rivedere un piede umano posato di nuovo sulla Luna è rimandato per ora. La Nasa affiderà il progetto ad altri astronauti nel 2028, con le missioni Artemis IV e V che eseguiranno i test di allunaggio. Artemis III però rimane fondamentale per permettere all’umanità di farlo.”La missione – ha detto l’amministratore capo della Nasa, Jared Isaacman, durante la presentazione a Houston dell’equipaggio – dimostrerà la forza dell’innovazione americana e della cooperazione internazionale mentre testeremo complesse operazioni di rendez-vous e attracco e faremo progredire le tecnologie che un giorno ci porteranno ancora più lontano nel Sistema Solare”.










