Una gastrite o un reflusso possono alterare i risultati dell’alcol test fino a invalidarne l’esito. A stabilirlo è stata la sentenza 20966 della Cassazione depositata lo scorso 8 giugno che annullato una condanna inflitta a un automobilista che al momento del controllo aveva un tasso alcolemico di 0,9 grammi per litro. Il caso è stato rinviato alla Corte di appello di Perugia che ora dovrà disporre un nuovo giudizio sulla base dei rilievi dei giudici.

Il caso Avendo riscontrato un valore di 0,92 g/l, superiore alla soglia di 0,8 g/l oltre la quale scatta il reato previsto dall’articolo 186 del Codice della strada, l’uomo era stato condannato a due mesi di arresto e mille euro di multa. I suoi avvocati però in fase processuale hanno sostenuto che l’imputato soffriva di gastrite cronica e che tale patologia avrebbe alterato l’esito dell’etilometro. Per il consulente della difesa, infatti, il reflusso e la presenza di acido gastrico (di cui l’automobilista soffriva) avrebbero determinato una sovrastima dell’alcol rilevato dallo strumento. In particolare – sempre secondo la difesa – l’acido cloridrico presente quando c’è un reflusso può falsare la rilevazione del test e mostrare più alcol di quello effettivamente presente in corpo.