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Da una settimana in Francia l’omicidio di Lyhanna (il cognome non è stato diffuso), una bambina di 11 anni il cui corpo è stato trovato lo scorso 4 giugno dopo giorni di ricerche, è al centro del dibattito pubblico e politico: i giornali ne parlano parecchio, e tra domenica e lunedì in oltre 200 città ci sono state manifestazioni con decine di migliaia di persone. Il caso è considerato da molti un esempio dei problemi sistemici della magistratura nella gestione dei casi di violenza di genere e di violenza sui minori, ma sta mettendo in difficoltà anche il governo e specialmente il ministro della Giustizia Gérald Darmanin.

Lyhanna era scomparsa lo scorso 29 maggio a Fleurance, una cittadina di 6mila abitanti a nord di Tolosa, e il suo corpo è stato trovato cinque giorni dopo in un silo abbandonato a 15 chilometri da dove abitava. La prima autopsia ha dato risultati inconcludenti e la causa della morte non è ancora stata chiarita. Il giorno prima del ritrovamento del corpo era stato fermato un uomo di 41 anni, Jérôme Barella, ripreso da una telecamera mentre era in macchina con Lyhanna il 29 maggio. Barella è il principale sospettato dell’omicidio, lui si dichiara innocente.