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Dobbiamo essere molto grati a tutti i parlamentari che, dall’altro ieri, hanno reagito alla grande inchiesta di Alessandro Bertoldi su Il Tempo, rilanciandola, commentandola, facendone oggetto di iniziativa politica. Li abbiamo ringraziati ieri a uno a uno, com’era doveroso. E oggi è di eccezionale importanza il fatto che i vertici del gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera interroghino proprio su questo, nel question time, il ministro Matteo Piantedosi. Perché tutto questo è molto rilevante, amici lettori? Perché non stiamo parlando «solo» di Medio Oriente, cioè di quel che accade molto lontano da noi. No: sia l’inchiesta de Il Tempo sia la mossa dei parlamentari che oggi si rivolgono al Ministro degli Interni hanno il pregio di essere centrate sui pericoli che incombono su di noi, qui e ora. Stiamo parlando di Italia: non (con tutto il rispetto) di Libano o di Iran o dei paesi del Golfo. Il punto è che da anni esiste (ben oliata e ancora meglio finanziata) una rete fondamentalista islamica variamente collegata al terrorismo che si è radicata qui, che ha raccolto soldi qui, che si è mossa sempre qui tra le superficialità (e in qualche caso la complicità) di un pezzo di politica e di sistema mediatico di sinistra.