HomeBolognaCronaca’Liberi’ nelle sere d’estate: "Avamposto di speranza"Torna oggi il primo appuntamento della rassegna a Villa Pallavicini. Si parte con Padre Gabriel Romanelli, parroco di Gaza, in dialogo con Zuppi.Il pubblico a Villa Pallavicini in una passata edizione. Sotto, Padre Gabriel RomanelliRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSei mercoledì d’estate, sei incontri a ingresso libero, un unico filo conduttore: la speranza. Da oggi al 15 luglio torna una rassegna che i bolognesi ormai conoscono bene. Si tratta di LIBeRI, a Villa Pallavicini, che propone incontri con protagonisti della cultura, dello sport e dell’arte, ospitata nel Parco del Villaggio della Speranza, in via Marco Emilio Lepido 196. Promossa dalla Fondazione Gesù Divino Operaio, con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Bologna e nell’ambito di Bologna Estate, la manifestazione vuole essere un luogo aperto alla città, dove i libri diventano il punto di partenza per ascoltare testimonianze, attraversare ferite, riconoscere percorsi di rinascita e provare a leggere il presente con uno sguardo più umano.
"L’intuizione originaria di LIBeRI è quella di creare un avamposto di speranza – sottolinea Don Massimo Vacchetti, presidente della Fondazione Gesù Divino Operaio –. In un tempo segnato da guerre, fragilità e disumanizzazione, questa rassegna risponde alla stessa vocazione richiamata da Papa Leone XIV nella Magnifica Humanitas: fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo. LIBeRI nasce da un libro, ma diventa ogni volta un incontro, una relazione, una piccola e tenace fedeltà alla costruzione di quella civiltà dell’amore di cui oggi abbiamo profondamente bisogno". Il programma si apre oggi con una serata di forte intensità civile e spirituale. Protagonista sarà Padre Gabriel Romanelli, parroco di Gaza, autore di Le rovine e la luce. La commovente testimonianza del parroco di Gaza (Piemme). Con lui dialogheranno il cardinale Matteo Zuppi ed Elena Mazzola, cooperante in Ucraina e autrice di Voci dall’Ucraina (Itaca), in un incontro condotto da Valerio Baroncini, vicedirettore del Carlino. Al centro, le voci della speranza dentro due ferite aperte del nostro tempo.







