Il programma è stato illustrato a Firenze nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte Barbara Tosti, responsabile del settore Arte, Attività e Beni culturali della Fondazione e il sindaco Filippo VagnoliRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Niccolò Gagliardi
Da venerdì al 6 settembre il ospiterà la terza edizione del Festival della Fotografia Italiana, manifestazione promossa dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche insieme alla Fondazione CR Firenze e ai Comuni di Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia. Il tema scelto per il 2026 è "Riti e Visioni. Tra Spirituale e Materiale", un percorso dedicato al rapporto tra spiritualità, memoria e contemporaneità attraverso il linguaggio della fotografia. Il programma è stato illustrato a Firenze, nell’auditorium della Fondazione CR Firenze, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte Barbara Tosti, responsabile del settore Arte, Attività e Beni culturali della Fondazione, il sindaco di Bibbiena Filippo Vagnoli, il condirettore artistico del festival e direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore Roberto Rossi e Claudia Ioan, componente del comitato scientifico della manifestazione e direttrice del dipartimento Didattica della Fiaf. L’edizione di quest’anno si inserisce nel calendario delle iniziative legate all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e prende spunto da questa ricorrenza per affrontare il tema del sacro e delle forme della ritualità nella società contemporanea. La mostra principale sarà "Corpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro", alla quale si affiancheranno esposizioni allestite in varie sedi tra Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia. Il festival non si limiterà agli spazi espositivi. Il calendario comprende infatti produzioni originali, attività editoriali, incontri e momenti di formazione rivolti sia agli addetti ai lavori sia al pubblico, con l’intento di valorizzare il patrimonio culturale del territorio attraverso la fotografia. La manifestazione è nata per mettere in relazione autori, istituzioni e comunità locali, costruendo un progetto diffuso che coinvolge l’intera vallata.









