Barcellona, 10 giugno 2026 – Dal palco pop al cielo della Sagrada Família, il viaggio spagnolo di Leone XIV tiene insieme linguaggi diversi. A Madrid il Papa ha incontrato in forma privata Bad Bunny, star portoricana che ai Grammy aveva gridato “Ice fuori” in difesa dei migranti e contro le retate dell’amministrazione Trump.
Un saluto riservato, senza foto ufficiali, ma simbolico nel cuore di un viaggio costruito contro muri e polarizzazioni. Lo stesso Pontefice, in volo verso la Spagna, aveva riconosciuto con ironia che molti giovani, dovendo scegliere, sarebbero andati dal cantante.
La scena ora si sposta a Barcellona. Qui benedirà la Torre di Gesù Cristo, alta 172,5 metri, accendendo la grande croce luminosa che corona l’opera di Gaudí. Una tappa decisiva per la chiesa più alta del mondo e per un cantiere che continua a salire verso il cielo.
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Leone XIV ha scelto la Spagna per il primo viaggio apostolico in un Paese dell’Unione europea. Una settimana lunga — dal 6 al 12 giugno — che attraversa Madrid, Barcellona e le Canarie, e che ha trovato presto il suo filo conduttore: i ponti contro i muri. Nella cattedrale dell’Almudena lo ha detto senza giri di parole: “Nelle nostre società ci sono ancora molti muri” e “per costruire qualcosa di bello bisogna abbatterli”.










