Il caso.10 giugno 2026 alle 00:28
«Quello che vorrei è che il 22 giugno, chiunque verrà eletto lo sia in piena legittimità». Lo afferma Andrea Abodi, ministro dello Sport, in merito alla polemica su una possibile ineleggibilità di Giovanni Malagò, uno dei due candidati alla presidenza della Figc (l’altro è Giancarlo Abete). «Il rispetto è assoluto, i tempi li valuterà l’autorità perché è un tema che merita approfondimento. E l’approfondimento presuppone il tempo. L’Anac sa perfettamente quale è l’appuntamento, ogni decisione che verrà presa dall’assemblea mi auguro che sia sostenuta anche da pareri autorevoli».
Il tema riguarda le norme del cosiddetto “pantouflage”, ossia il passaggio di un dirigente pubblico a incarichi nel settore privato: il Testo unico del pubblico impiego vieta questa possibilità nei primi 36 mesi dalla fine del rapporto di pubblico impiego, e Malagò ha chiuso la sua esperienza alla guida del Coni (che esercita funzioni di vigilanza nei confronti della Figc) poco meno di un anno fa, il 26 giugno 2025.
«Sono convinto che la risposta non arriverà prima del 22 giugno», il pensiero di Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, che non esclude quindi possibili ricorsi in caso di elezione di Malagò alla Figc. «Un’istruttoria l’Anac non la fa in un tempo così breve, avrei preferito fosse tutto più semplice e mi dispiace si sia arrivati a questa situazione».










