I servizi di sicurezza russi hanno disattivato parte del sistema di videosorveglianza destinato a proteggere Vladimir Putin dopo l'assassinio della Guida Suprema Ali Khamenei. Lo riporta in esclusiva il Financial Times, citando due fonti a conoscenza della vicenda. Il circuito, aggiunge il quotidiano britannico, è stato riattivato solo dopo che gli ingegneri lo hanno esaminato nel tentativo di isolarlo completamente da Internet.
Le precauzioni per il presidente russo sono state adottate in seguito ai progressi fatti dall'intelligence israeliana, che aveva raccolto quantità enormi di filmati provenienti dalle telecamere del traffico iraniano per individuare e uccidere Khamenei e i suoi collaboratori.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha rifiutato di commentare, ma il direttore dell'Fsb Alexander Bortnikov, scrive il Financial Times, aveva dichiarato la scorsa settimana che "l'enorme apparato di sorveglianza della Russia è una vulnerabilità, trasformando gli strumenti utilizzati dal regime per monitorare i propri cittadini in un punto debole sfruttabile dai nemici".











