Secondo il Financial Times, Mosca avrebbe sospeso parte del sistema di videosorveglianza dedicato alla protezione di Vladimir Putin dopo l’uccisione di Ali Khamenei a Teheran. Il timore russo è che le stesse reti pensate per controllare il territorio possano diventare strumenti di targeting nelle mani dei servizi avversari

Secondo il Financial Times, i servizi di sicurezza russi avrebbero spento temporaneamente alcune componenti del sistema speciale di sorveglianza predisposto per la protezione di Vladimir Putin e dei suoi collaboratori più stretti: un circuito separato, destinato alla sicurezza del vertice politico russo. Il sistema sarebbe stato riattivato solo dopo verifiche tecniche finalizzate a isolarlo dalla rete e ridurne l’esposizione a intrusioni esterne.

La decisione, scrive il quotidiano britannico, sarebbe arrivata dopo l’uccisione di Ali Khamenei a Teheran, il 28 febbraio 2026, in un’operazione attribuita all’asse israelo-americano. In quel caso, secondo le ricostruzioni del Financial Times, l’intelligence israeliana avrebbe sfruttato l’accesso alle telecamere del traffico della capitale iraniana, combinando l’enorme quantità di immagini disponibili con strumenti di intelligenza artificiale capaci di selezionare movimenti, abitudini e anomalie.