Milano, 9 giu. (askanews) – La Slovenia è abbastanza vicina da sembrare una scelta facile, ma abbastanza diversa da non ridursi a una gita oltreconfine. Nel primo trimestre del 2026 gli italiani l’hanno scelta di più, e soprattutto ci hanno dormito di più: 218.010 pernottamenti, il 3,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati dell’Ufficio di Statistica della Repubblica di Slovenia. Gli arrivi sono stati 97.131, in crescita dell’1,5%.
Il dato indica che la Slovenia è sempre di meno una meta di passaggio e che per molti italiani è diventata un Paese dove fermarsi, magari per un fine settimana lungo a Lubiana, qualche giorno sulla costa di Pirano, una tappa a Nova Gorica, oppure un soggiorno legato a terme, benessere e gastronomia.
Nel primo trimestre l’Italia è stata il secondo mercato estero per il turismo sloveno, dopo la Croazia e prima dell’Austria. Una posizione che conferma un rapporto ormai stabile, costruito su prossimità geografica, collegamenti semplici e una domanda sempre meno legata alla sola estate.
“I dati del primo trimestre 2026 ci rendono particolarmente orgogliosi: crescere del 3,3% sui pernottamenti italiani in un contesto geopolitico globale complesso e incerto è un risultato che premia anni di lavoro capillare sia sul fronte trade che consumer”, ha detto Aljosa Ota, direttore dell’Ente Sloveno per il Turismo in Italia. “L’Italia è un mercato che ci regala grandi soddisfazioni, sia in termini di volumi sia di qualità del viaggio e fidelizzazione della clientela”.








