Non è solo una striscia di bitume, ma il cordone ombelicale che deve unire la Sila Greca alla costa ionica. L’incontro alla Cittadella Regionale tra i primi cittadini del territorio e i vertici di Anas ha messo a nudo una verità ineludibile: per le aree interne la mobilità non è un lusso, ma un diritto di cittadinanza legato a doppio filo con la salute e l’economia.

Un fronte comune per la mobilità della Sibaritide

In una terra in cui spesso la distanza tra la montagna e il mare si misura in ore anziché in chilometri, i sindaci della Sila Greca e della Sibaritide hanno deciso di accorciare almeno le distanze istituzionali. Lo scorso 5 giugno, nella Cittadella Regionale, a Catanzaro, si è consumato un passaggio storico che potrebbe finalmente sbloccare lo stallo della Sila-Mare. Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovati i primi cittadini di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, Crosia, Maria Teresa Aiello Longobucco, Andrea Murrone (vice), Caloveto, Umberto Mazza, Cropalati, Domenico Citrea, e Bocchigliero, Alfonso Benevento, per confrontarsi con i vertici di Anas — guidati dal responsabile della Struttura Territoriale Calabria, Luigi Mupo, dal commissario straordinario dell’intervento, Claudio Andrea Gemme, dal coordinatore dell’Azione commissariale Anas, ing. Fulvio Soccodato — e il Dipartimento Lavori Pubblici della Regione Calabria. L’obiettivo era garantire la sopravvivenza sociale ed economica di un intero comprensorio.“Il valore strategico della Sila-Mare non risiede esclusivamente nel tracciato prescelto, ma soprattutto nella sua funzione di collegamento tra le aree interne della Sila Greca e i principali servizi localizzati lungo la fascia costiera, a partire dal futuro Ospedale della Sibaritide – hanno riferito i sindaci in una nota congiunta – oltre che con il sistema produttivo, scolastico e amministrativo del territorio”.