Milano, 9 giu. (askanews) – Chiamata a disegnare il proprio futuro, l’industria di marca deve fare oggi i conti con una doppia pressione: da un lato le tensioni geopolitiche e il ritorno del protezionismo, dall’altro la contrazione del potere d’acquisto delle famiglie e un eccesso normativo. Un momento complesso, nonostante il quale, secondo il presidente di Centromarca, Francesco Mutti, la marca riesce a difendere il proprio ruolo: “Quando oggi andiamo a valutare gli acquisti degli italiani, anche in un momento di crisi – ha detto in occasione dell’assemblea di Centromarca a Piazza Affari a Milano – osserviamo che oltre i due terzi degli acquisti sono rivolti a prodotti di marca, perché molto spesso, con piccole differenze di prezzo, si ottengono grandi salti dal punto di vista qualitativo. Se poi la andiamo a valutare come sistema economico, notiamo che proprio la marca è l’elemento cardine che permette al sistema Italia, un Paese che sta perdendo popolazione in modo importante, di trovare uno sbocco sempre più rilevante verso i Paesi esteri. Oggi l’Italia sta combattendo per la posizione di quinto Paese esportatore al mondo. Noi dobbiamo sempre ricordarci che tutto sommato siamo un Paese non grande, rappresentiamo meno di 60 milioni di abitanti su 8 miliardi e mezzo, quindi meno del 10%”.