Milano, 9 giugno 2026 – In uno scenario caratterizzato da crescita debole, tensioni geopolitiche e pressioni sui costi, in occasione della sua assemblea annuale, Centromarca ha richiamato l'attenzione sulla necessità di una strategia industriale di lungo periodo per sostenere competitività, investimenti e potere d'acquisto delle famiglie.

Al centro delle riflessioni del presidente dell’Associazione Francesco Mutti, la necessità di affrontare in modo coordinato le sfide che interessano una delle principali filiere del Paese. I dati confermano la complessità del contesto: il prezzo del petrolio è passato da 80 dollari al barile (media 2024) a circa 95 dollari al barile a giugno 2026, con un aumento del 18%. Il costo dell'energia elettrica in Italia resta superiore del 226% rispetto ai livelli del 2020 e i noli marittimi per container hanno registrato un incremento del 18% nell'ultimo mese.

Mutti: “Colpire l’illegalità e la concorrenza sleale”

Una pressione che rischia di alimentare nuove tensioni e di indebolire le filiere produttive. “Non chiediamo un moltiplicarsi di vincoli, ma un quadro normativo con poche norme chiaramente interpretabili”, ha rimarcato Mutti. “Abbiamo bisogno di un ecosistema legislativo che aiuti a individuare tempestivamente le criticità e a colpire severamente le illegalità e le pratiche di concorrenza sleale. Dalle istituzioni europee e nazionali auspichiamo politiche industriali coordinate che guardino al medio e lungo periodo”.